LA COLLEZIONE EGIZIA
 del MAEC di Cortona

LA COLLEZIONE EGIZIA

del MAEC di Cortona

pubblicato il25/01/2016 06:46:06






I primi 27 reperti di antichità egizie del Museo di Cortona fu catalogato nel 1783 dal Bibliotecario dell’Accademia Carlo Tommasi illustrato da Ernesto Schiaparelli nel 1893. Questi oggetti erano di piccole dimensioni, tra cui una di un personaggio inginocchiato, che tiene un altare sormontato dall’immagine del dio Thot con forma di babbuino, la statua può essere datata al tempo di Amenofi III. Da notare in questo primo nucleo di oggetti uno scarabeo in pietra dura verde con inciso nella parte inferiore il XXX capitolo del Per-em-eru (Libro dei Morti), che lo indica come appatenente al defunto Peftuokhonsu.
Le sale destinate alla collezione egizia e intitolate a mons. Guido Corbelli: il celebre prelato, cortonese di origine, Delegato Apostolico per la Siria e l'Egitto, poi Vescovo di Cortona, donò alla fine dell’Ottocento all’Accademia importanti testimonianze dell'archeologia egizia. I materiali sono di natura eterogenea e coprono un lunghissimo arco di tempo, dall'epoca preistorica (intorno alla metà del V millennio a.C.) fino all'età copta (dal IV al VII sec.d.C.) ; fra le raccolte "minori" di materiali egizi, questa cortonese è certamente una delle principali. Alcuni oggetti sono significativi della cultura religiosa ed artistica della popolazione egizia e testimoniano le usanze della vita sociale: in prevalenza si tratta di pezzi appartenenti alla sfera funeraria, come le serie di usciabti con le proprie cassette lignee (nuclei di statuette in fayence conservati accanto al defunto), o barchetta funeraria con figure in legno che si inquadra nel Medio Regno e databile intorno agli anni 2060 e 1785 avanti Cristo, sulla quale il defunto stesso veniva trasportato nell'aldilà.




Monsignor Guido Corbelli, cortonese, Delegato Apostolico per l’Arabia dal 1888, avendo come sede Alessandria, sfrutto il suo ruolo e la disponibilità economica per apportare nuovi pezzi alla collezione cortonese. Mons. Corbelli fu in contatto con Ernesto Schiaparelli, in quel tempo Direttore della Sezione Egizia del Museo Archeologico di Firenze. Fu lo stesso Schiaparelli a pubblicare una descizione della collezione di Cortona nel 1893.




In un’altra spedizione giunse a Cortona il sarcofago della XXI-XXII dinastia che il governo egiziano aveva donato al Vaticano, nella persona di mons. Corbelli. Questo sarcofago proveniva da Deir el Bahari a seguito del ritrovamento di 153 sarcofagi del clero di Amon. Nell’ultimo anno che trascorse in Egitto il 1896, mons. Corbelli fece tre spedizioni di antichità.
Molti oggetti appartengono all'ornamento personale o testimoniano le credenze religiose: in particolare gli amuleti e le statuette in legno, bronzo e pietra di varie epoche cui era assegnata una funzione votiva o comunque di difesa dalle avversità. La scrittura è documentata da una serie di stele di carattere funerario e da alcuni papiri disposti nella seconda sala, fra i quali è interessante quello con la raffigurazione della "pesatura del cuore" e del mostro pronto a divorare l'anima del defunto qualora il cuore non risultasse leggero come una piuma. Al centro della sala sono conservate due mummie ancora avvolte nelle loro bende, e due sarcofagi lignei con ricca decorazione dipinta; frammenti di altri sarcofagi e di protezioni dipinte per mummie e resti di stoffe e di generi di abbigliamento sono all’interno del piccolo vano laterale.
La collezione Egizia di Cortona si è sviluppata secondo le indicazioni di Schiaparelli, dando una visione più completa possibile dei vari aspetti della civiltà faraonica in tutti periodi. Corbellì portò a Cortona diversi esemplari di fauna tropicale impagliati, un pitone rupense, un fenicottero, e un campione di legno fossile proveniente da Eliopoli.



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